Discarica di San Marcello. Dopo 7 anni chiusa l'indagine. Nessuna “Terra dei fuochi” a Celano.

Una ottima notizia dopo quasi 7 anni di indagini derivanti da una denuncia anonima del 2014 e soprattutto tanto fango gettato sulla nostra città dipinta come nuova “Terra dei Fuochi” e balzata sugli organi di stampa nazionali in maniera del tutto fuorviante e negativa.

Data:
08 Febbraio 2021

Una ottima notizia dopo quasi 7 anni di indagini derivanti da una denuncia anonima del 2014 e soprattutto tanto fango gettato sulla nostra città dipinta come nuova “Terra dei Fuochi” e balzata sugli organi di stampa nazionali in maniera del tutto fuorviante e negativa.
Ricordo benissimo ahimè quei giorni in cui mi vennero notificati gli atti di sequestro di 44 ettari di terreno della discarica di San Marcello, paragonata a una discarica abusiva di rifiuti grande 20 volte il Colosseo. Giornate molto convulse in cui diversi personaggi si rincorsero per prendere la primogenitura politica dello scandalo di una discarica di 70 anni che proprio io invece da assessore all’ambiente nel 2014 con l’amministrazione Piccone feci chiudere, creando al suo posto un Centro di Raccolta rifiuti differenziati e passando in città dalla raccolta coi cassonetti al porta a porta che oggi ci ha portato al 75% di raccolta differenziata.
In quei giorni rischiai per quella nefasta vicenda il mio posto di lavoro, lavorando nell’ambito del settore ambiente e dei rifiuti da diversi anni ormai, oltre a veder minata fortemente la mia credibilità ed affidabilità di amministratore pubblico e professionista del settore.
Cercai di far capire in più consigli comunali che la normativa puntuale e specifica sull’ambiente risaliva solo al 1997 col Decreto Ronchi e nessuno poteva essere in grado di accertare l’età dei rifiuti conferiti e se il loro conferimento rispondesse a una normativa antecedente al decreto Ronchi praticamente inesistente, oppure a quella successiva a questo.
Si fecero diverse illazioni sulle calci di defecazione conferite ai tempi dallo zuccherificio nell’enorme “buca” che venne creata per costruire l’autostrada A24-A25, ma che invece all’epoca venivano addirittura considerate come ammendante per i terreni.
Come si fecero anche diversi riferimenti a notevoli quantità di rifiuti tossici e pericolosi provenienti da più parti d’Italia che negli anni erano stati conferiti oltre che nella discarica di San Marcello anche in diversi terreni privati anche questi sequestrati.
Fu sequestrata anche l’area del Crossodromo di Celano che proprio in quel periodo dopo anni di investimenti stava finalmente avendo una visibilità e programmazione importante a livello nazionale e che fu completamente e irrimediabilmente stoppata.
Iniziammo quindi una intensa attività di bonifica del piano campagna e al contempo con l’ARTA una serie di indagini del sottosuolo per scoprire quali tipologie di rifiuti fossero stati smaltiti e soprattutto capire se le falde acquifere fossero state inquinate, perché nel frattempo si scrisse che i prodotti del Fucino erano stati irrigati con acqua malsana per decenni. 
Queste azioni quantomai doverose e mirate a fare chiarezza quanto prima negli interessi della salute pubblica, dell’ambiente e dell’economia locale ormai quasi esclusivamente a vocazione agricola, negli anni sono costate migliaia e migliaia di euro al Comune e quindi alle tasche dei celanesi, per addivenire oggi all’archiviazione delle indagini.  Notizia che ovviamente accolgo con estremo piacere, ma che al contempo non può che lasciarmi tanto amaro in bocca.
Non mi aspetto scuse verso la mia persona, ma sarebbero quantomai doverose quelle verso Celano, gli agricoltori del Fucino, e gli appassionati del crossodromo.
Mi auguro che la stagione degli esposti anonimi o meno sia definitivamente terminata, perché non ha portato a nulla se non a minare irrimediabilmente l’immagine di Celano, degli eccellenti prodotti del Fucino e delle persone coinvolte nelle indagini, e che si torni a far politica in maniera giusta e sana nelle sedi opportune.
Consapevoli di aver sempre agito nel giusto e per il bene di Celano, non abbiamo mai perso di vista l'obiettivo, lavorando e monitorando costantemente l'andamento della vicenda e delle ricerche e affidando a persone competenti in materia questo compito, così da poter avere negli archivi comunali tutta la documentazione relativa alla vicenda. L'archiviazione del caso è un riscatto ed il giusto riconoscimento per l'ottimo lavoro svolto dall'Amministrazione comunale. 
Voglio tuttavia ringraziare quanti hanno concorso a far chiarezza su questa vicenda molto oscura e negativa per Celano, dalla Procura di Avezzano, ai Noe capitanati dal Maresciallo Corallo con il quale sin da subito si è avuta una stretta e sana collaborazione ognuno nel rispetto dei propri ruoli, all’Aciam dall’amministratore delegato A.Torelli all’ingegnere P. Recchia, fino al mio capo gabinetto Massimiliano Forte completamente dedicatosi con passione per anni alla vicenda per far luce prima possibile sulla stessa e la proficua collaborazione offerta agli organi inquirenti.
Ora mi dedicherò personalmente allo studio di un progetto di risanamento ambientale di tutta l’area di San Marcello visto che il “Recovery plan” prevede importanti finanziamenti all’ambiente, per far balzare alla cronaca nazionale Celano come una delle realtà più rispettose e lungimiranti nelle politiche ambientali.
A breve sarà mio dovere, nel rispetto della cittadinanza, convocare un Consiglio comunale straordinario che possa illustrare l'intera vicenda e che possa dare a loro la possibilità di contribuire con proposte utili al risanamento dell'area. Il Consiglio comunale straordinario sarà organizzato rispettando le normative anticovid.

Ultimo aggiornamento

Lunedi 08 Febbraio 2021