Sindaco replica a Paolini su disiteresse società di calcio

sabato 29 settembre 2012
COMUNE INFORMA 29 settembre 2012
 
Il Sindaco Sen. Filippo Piccone replica alle dichiarazioni dell’avvocato Franco Paolini sulla presunta indifferenza dei politici nei confronti della società di calcio
 
Per prima cosa, credo, andrebbe ridimensionata l’enfasi con la quale Paolini manifesta il suo interesse nei riguardi della società di calcio.
Del tutto superfluo e fuori luogo, appare poi la necessità di sottolineare location residenziali e professionali per evidenziare la propria  appartenenza ad una società di calcio nella quale rappresenta poco meno di 1/30°.
Una quota di 500 euro non autorizza a fare “la voce grossa”, altrimenti coloro che negli anni hanno versato quote di molto più consistenti come dovrebbero comportarsi?
 
Ci sono persone, come ebbe a dire Sacha Guitry, che parlano parlano…sinché trovano qualcosa da dire. 
 
Il “tranquillo disinteresse”, magari, sarà forse determinato da una sua particolare attenzione su un atleta? Un’altra chiave di lettura potrebbe essere individuata nella affannosa ricerca di visibilità.
 
Un esercizio facile facile e per il quale è sufficiente mettere assieme un paio di concetti, magari riciclati, puntare il dito sugli amministratori e stilettare, senza senso, ricorrendo al  solito e stucchevole ritornello della politica indifferente.
 
Inoltre, con l’occasione e con il proposito di evitare alla società sportiva inutili polemiche future, rammento ai soci che i comunicati e/o le notizie  per la stampa, vanno condivise con la governance.
 
L’avvocato Paolini ignora, stranamente perché socio, alcuni passaggi che è necessario ripercorrere.
 
Ricordo che al termine dello scorso campionato, cosa notoria, la società di calcio è stata riconsegnata all’Amministrazione comunale.
 
Da quel momento, insieme a tutti gli amministratori ed i consiglieri di maggioranza, mi sono attivato per individuare le possibili disponibilità diffuse nel territorio al fine di garantire la sopravvivenza e la continuità del calcio nella nostra città. Al contrario di come sostiene Paolini i nostri assessori e consiglieri comunali percepiscono una indennità ridotta al minimo.
Nonostante questo ognuno per il proprio ruolo ha fortemente sostenuto l’iniziativa.
Inoltre, Paolini, alla luce degli studi svolti, non si è posto l’eventuale problema del conflitto di interessi qualora gli assessori o i consiglieri comunali fossero entrati nella compagine societaria?
 
Solo dopo aver raggiunto le certezze in merito alla disponibilità e all’affidabilità di un gruppo societario, l’Amministrazione comunale (e quindi i consiglieri comunali che si occupano principalmente del completo benessere della collettività) ha assicurato l’iscrizione al campionato di serie D.
 
Per questo mi rimane difficile comprendere il rilievo di Paolini rivolto agli amministratori pubblici che, invece,  hanno agito in maniera corretta e senza clamori, proprio al fine di evitare le fin troppo prevedibili strumentalizzazioni politiche.
 
Voglio altresì rammentare a Paolini che gli unici ostacoli, se così vogliamo dire, sono stati creati ad arte dal gruppo politico di opposizione e non certo da coloro che tengono veramente a cuore le sorti della gloriosa squadra biancazzurra.
 
Dulcis in fundo sulla proposta, non proprio originalissima, di costituire un comitato consultivo di soci onorari: nulla da eccepire sulle figure menzionate, personaggi che in epoche e modi diversi hanno fatto la storia del calcio celanese, ritengo, però, che l’idea sia partita in ritardo. Se ne è accorto Paolini che il campionato è già iniziato da qualche settimana?
 
Ufficio Stampa